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• COLORI E STAMPA •

Quando si parla di colori nella stampa bisogna stare sempre molto attenti! Abbiamo composto una grafica bella e impattante, i colori sono quelli della nostra attività e si stagliano sgargianti nel layout. Fieri del nostro lavoro ed eccitati dal fatto che presto potremmo toccare con mano la nostra comunicazione, mettiamo in stampa il materiale che abbiamo preparato.

E qui cosa succede? Non raramente alcuni si possono trovare a notare una grossa differenza tra quello che vedono a video e quello che vedono stampato: colori più spenti (quando va bene), colori completamente diversi (se va male). 

Cosa è successo?

Non ti abbattere, se non sei del campo e non ti sei affidato ad un professionista, questo è un errore comune.

Succede perché, semplicemente, non conosci la differenza tra immagini o colori in RGB e immagini o colori in CMYK.

Metodo di colore: RGB

RGB è il metodo di colore creato attraverso l’uso dei tre canali Rosso, Verde e Blu (Red, Green, Blue). È un metodo di colore che si definisce additivo perché dal risultato della somma delle luminosità di questi 3 colori si ottengono tutti gli altri. Ogni canale si esprime con valori che vanno da 0 a 255: miscelando questi valori possiamo raggiungere tutte le varianti dello spettro cromatico, se riduciamo ogni canale a 0 avremo il nero, se invece impostiamo tutti i canali a 255 avremo il bianco.

Metodo di colore: CMYK

Il metodo di colore CMYK funziona, in parole povere, al contrario: l’acronimo sta per Cyan, Magenta, Yellow e Black (ciano, magenta, giallo e nero) ed è una tecnica di colore di tipo sottrattivo. Il colore è il risultato della differenza delle luminosità dei 4 colori primari. La somma dei quattro colori produrrà il colore nero, la loro assenza (ovviamente) produrrà il bianco.

Questo modello di colore è detto anche quadricromia.

La scelta giusta per il supporto giusto

Il metodo RGB è utilizzato per una fruizione digitale dell’immagine (cioè su video), mentre il CMYK per la stampa. Insomma, ad ogni supporto va scelto il metodo di colore appropriato!

Gli schermi di un computer funzionano con i colori RGB, e qui la gamma di colori è molto più ampia, comprendendo colori più sgargianti, quasi fluorescenti, poiché questi colori sono il risultato di luminosità. Le stampanti invece non supportano queste tonalità: in fase di stampa, la stampante converte automaticamente i colori RGB in CMYK, che però ha una gamma di colori molto più ristretta e per questo i colori sono diversi e più spenti.

Tieni anche presente che non tutti i colori che vediamo possono essere realizzati con la quadricromia, così come non tutti i colori realizzati con l’insieme RGB, cioè quelli che vediamo sui nostri monitor, hanno un corrispondente nell’insieme CMYK.

Se sei incappato nell’errore di cui parlavamo all’inizio di questo articolo è possibile che tu abbia continuato a lavorare in RGB senza preoccuparti di convertire la tua grafica in CMYK.

Per evitare una stampa con colori completamente diversi da quelli che vedi nella tua grafica a video è fondamentale che utilizzi il metodo in quadricromia, perché è il modello di colori usato nella maggior parte delle stampanti tra cui quelle professionali che ritroviamo nelle tipografie.

Per concludere

Grazie a software comeAdobe Photoshop o Adobe Illustrator puoi convertire la tua immagine in CMYK e avere controllo della gestione dei colori, anche se, in realtà, la conversione da RGB a CMYK non sono sempre è corrispondente e a volte potresti non riuscire ad ottenere la tinta iniziale.

Non sai come fare o hai paura di perdere soldi, tempo ed energie? Affidati a Flyerbox: il nostro reparto grafico, altamente qualificato, ha tutte le competenze necessarie per far sì che i materiali stampa che vorrai produrre siano sempre al massimo della resa. Controlliamo e verifichiamo che tutto sia in ordine e corretto nel tuo file di stampa, intervenendo dove necessario e consigliandoti in caso di bisogno.

Curiosità

La “K” in CMYK non si riferisce alla K finale di BlacK, come pensano i più, ma è la K di key, cioè “chiave”. La necessità di un colore "chiave" (nero) deriva dal fatto che la sovrapposizione dei tre colori base ciano, magenta e giallo (o "tricromia") non riproduce davvero un nero, ma una sorta di marrone molto scuro chiamato bistro, a causa dei limiti del processo di stampa. Per arrivare ad un nero pieno, questo si aggiunge quindi una punta di “black”.

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